"La casa nasce dalla riflessione sul luogo, sulla sua situazione geografica ed il clima, ai quali reagisce mediante soluzioni distributive e un'attenta scelta
dei materiali" [P.Portoghesi]

Ambiente

Architettura ambientale

Per Architettura ambientale o Architettura a basso impatto si intende un ridotto consumo di risorse naturali non rinnovabili nella costruzione e traformazione dell’habitat (e più in generale nella modificazione antropica dell’ecosistema). E le risorse implicate riguardano sia il manufatto (materiali ed energia) sia il contesto (suolo, paesaggio). Rispetto alla costruzione dell’architettura, un efficiente utilizzo delle risorse rinnovabili, in sostituzione delle risorse non rinnovabili, si traduce nel limitare gli approvvigionamenti dei materiali di origine minerale, sostituendoli ove possibile con quelli di origine vegetale o animale (ovviamente rispettando i limiti della riproduzione naturale), e di fare riferimento a processi produttivi poco esigenti in termini di energia. Con il cumularsi nello spazio e nel tempo degli interventi antropici, risorse inizialmente illimitate come suolo e spazio possono diventare progressivamente sempre più scarse, tanto da richiedere il ripensamento della tecnologia o addirittura del modello di sviluppo.

Architettura ambientale Roma

Alla scala del singolo intervento la misura dell’impatto si basa da un lato sulla relazione tra domanda e offerta di risorse, dall’altro sulla quantificazione dei fattori inquinanti; si tratta però di valutazioni relative in architettura ambientale che servono solo ad esplicitare vantaggi e svantaggi offerti dalle soluzioni analoghe o alternative disponibili per dare soddisfazione ad una determinata esigenza come l’abitare, il lavorare, lo studiare o altro. Invece alla scala del sistema insediativo mancano ancora criteri di valutazione univoci, anche se si registra un’ampia convergenza circa la necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica legate tanto alla costruzione quanto all’utilizzazione dell’architettura.

Finalmente dopo molti anni si inizia a considerare come temi di rilevante interesse e attualità nel settore delle costruzioni, le problematiche che coinvolgono le trasformazioni antropiche ed insediative sul territorio portando molti progettisti a valutare criteri e soluzioni sostenibili adottabili per la costruzione.

La comprensione e la trasposizione in chiave attuale delle esperienze dell’architettura tradizionale consentono di applicare al meglio le tecnologie disponibili per rendere il più possibile sostenibile il ciclo di attività connesso alle costruzioni, architettura ambientale. Ciò vuol dire risparmiare energia, di cui il settore edile è uno dei principali consumatori e ogni altra risorsa realizzando soluzioni di basso impatto ambientale anche riutilizzando i materiali di dismissione. Ricercare forme di minore inquinamento non corrisponde a ridurre i livelli qualitativi dell’abitare; al contrario i criteri proposti mirano al contempo alla sostenibilità complessiva degli interventi e al miglioramento delle condizioni di benessere e salubrità negli ambienti costruiti.

La recente evoluzione normativa a livello nazionale e locale tende ad accelerare il processo di cambiamento. Si mira a perseguire livelli elevati di qualità sostenibile in grado di migliorare lo standard di fruizione delle costruzioni. A tal fine è necessario che i criteri guida codificati da normative e regolamenti siano condivisi, applicabili e verificabili accettando quando necessario opportune semplificazioni operative. La componente di ricerca e di applicazione di soluzioni costruttive sostenibili deve diventare parte abituale in ogni fase di programmazione e costruzione avendo come obiettivo il miglioramento complessivo del processo edilizio dell’architettura ambientale.

Alessio Virgili Architetto